Potremmo essere felici (e fare un mucchio di peccati)

Posted on 30 agosto 2015

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Serata di livello spaziale. Milfone assortite, ragazzine inconsapevoli, mariti che sanno solo gli oh-oh-oh. Io, ovvio, le so tutte.
Sagra dei pirucci, Pavia di Udine. Le sagre sono il male, questa no. Filini non organizza, i numeri d’attesa scorrono come centesimi, Mennea è vivo, lo stand degustazione regala perle.
Poi arriva Luca Carboni. Vivissimo. Le milfone rinascono. Non ringiovaniscono, quello no, per i miracoli ripassare.
I migliori anni della nostra vita sono iniziati con “Ci stiamo sbagliando”, la senti un attimo dopo “La mia città”. Molto istruttivo il racconto di come, dopo un disco memorabile all’esordio, la casa discografica impose un rapido bis: “Forever” fu subito sotto.
La mia preferita? Tutte. “Primavera” e “Persone silenziose” psichedeliche. A “Fragole buone buone” ballano anche i pirucci. Suono dalliano (emozione), manca solo il sax (il suo). Chiudono “Mare mare” e “Vieni a vivere con me”. Delirio. Applausi: non me l’aspettavo così divertente, non così tanto.
Scende dal palco e scappa via, lento, su un’auto. Mentre dalle casse spacca il singolo – Luca lo stesso -. Funziona da macchina del tempo. Dal 1984 a qui. Adesso. Ancora.

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Posted in: Musica