I teorici delle seghe

Posted on 26 novembre 2014

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Chiamato tempo fa a pilotare un divertente ma inutile dibattito sul futuro del centrodestra (inutile perché i morti non hanno futuro politico, al paradiso e all’inferno fortunatamente ci sarà dell’altro), qualche maleducato mi accusò di aver sintetizzato che, se il Pd va al 40%, gli altri prendono e portano a casa. La contestazione si basava sul fatto che alle europee aveva votato non più del 58% degli aventi diritto e dunque il 40% valeva, secondo questi improbabili appassionati di fiction, più o meno il 2virgola%.
Delirio da sbertucciare, che altro. L’affluenza alle recenti Midterm Usa è stata al solito ben sotto il 40% (gli under 30 al voto addirittura al 13%!!!), ma nessun repubblicano ha parlato di «non vittoria, mannaggia quanto ci dispiace di questa disaffezione che ha sicuramente penalizzato i valorosi avversari».
Dall’Illinois alla Calabria la situazione è percentualmente la stessa. Ma il centrodestra italico steso tanti a pochi tira fuori la vaccata dell’affluenza, come se non fosse parimenti responsabile del fatto che nessuno ha più voglia di votare visto che deve scegliere tra Attila, Erode e Hannibal Lecter. Con buona pace dei teorici delle seghe, lasciato al Pd il problema di spiegare dove sono evaporati centinaia di migliaia di voti in pochi mesi, il tuit di Renzi è stato per una volta impeccabile: 2-0 e palla al centro.

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Posted in: Politica