I 10 calciatori che mi hanno segnato

Posted on 18 settembre 2014

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Scopro di essere stato “nominato” dal mio amico Michele Zanolla–e ne sono onorato. Mi sollecita, come fosse banalità, su un tema complessissimo come quello dei protagonisti del calcio, cioè praticamente la vita.
Essendo la mia una vita da tifoso matto della Juve, nessuno dei nostri fuoriclasse o gregari mi ha segnato. Perché era tutto già scritto: vinciamo sempre noi. A cambiarmela davvero, la vita, sono stati però i bastardi che si sono opposti al corso della storia, agli dei.
Nel 1973 a segnarmi per primo fu Johnny Rep con un colpo di testa che entra di diritto tra i maggiori incubi di sempre. A farmi del male più volte è stato poi Paolo Pulici. Lo chiamavano Puliciclone, una specie di detersivo. E come tale lo ricordo. Ma ce ne sono stati altri, troppi. Di sicuro un tedesco, un certo Felix Magath: un cretino. Uno scozzese, un nome da cartoni animati, Steve Archibald: che si vergogni. E anche un tedesco, Karl-Heinz Riedle: vaffanculo.
A segnarmi nell’anima ci hanno pensato pure un ucraino, Andrij Mykolajovyč Ševčenko, con un inutile rigore. Un aretino, Alessandro Calori: pessimo. Un olandese a Istanbul, Wesley Sneijder: ti odio. Senza che sia stato così letale, ho avuto sempre enorme paura di George Weah. E Marco Pacione, quella sera, mi segnò eccome.
Il cagotto vi colga, tutti e 10, per l’eternità.
Mi dicono anche che devo trasmettere la catena: Domenico Pecile e Simone Bressan potrebbero elencarne 10 interessanti.

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