L’Osvaldo

Posted on 5 agosto 2014

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Ci sono i giornalisti, qualcuno si salva qualcun altro è ancora un califfo, e c’è il giornalismo. L’imbarazzante vicenda del governo Renzi, roba che ci fosse Berlusconi stamperebbero i giornali (tolti quelli di miele) con il veleno, viene coperta dai vergatori a libro paga. Peggio, almeno a Ferragosto, fa il giornalismo del calciomercato.
Ci prendono per il culo (ma non ci riescono, non su quel tema; nemmeno su Renzi, a dire il vero). Per fare un esempio – potrei scrivere anche di Mateo Kovačić o del declinante Giampaolo Pazzini – il ritorno in Italia di Osvaldo, anziché essere raccontato come la storia di un pacco postale che nessuno vuole, parabola di un giocatore che avrebbe potuto essere un Bonazzoli e invece non è diventato nemmeno un Balotelli, ci viene dipinto come un gran colpo dell’Ambrosiana e l’occasionissima, per lui, del riscatto.
Qualcuno, i più imbarazzanti, riesce perfino a scrivere «campione non capito», invece di prendere atto che trattasi, pure in questo caso, del solito giochetto del nonhoisoldimasevincolascommessateloriscattoilprossimoanno di un campionato di serie B in un paese di serie C con un governo di serie D. Tanto lui, l’Osvaldo, dirà sempre la stessa cosa a comando: «Sono qui per scudetto e Champions».

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Posted in: Calcio