Nein-mar

Posted on 9 luglio 2014

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A un certo punto ho visto Scolaretto che implorava di cambiare le squadre: «Dammi il 6 e il 13 e io ti do il ricciolino, sì quella pippa laggiù, e l’asso dei Flintstones».
Il mondiale perfetto regala anche la partita mondiale. Non la rivedremo più perché non è paradigma di niente. E’ stata una serata al calcetto, quelli forti da una parte, quelli scarsi dall’altra. Tutto prevedibile, ma non ovviamente fino al 4-5-6-7. Con Danci e Davide Luigi privi del tutor, era facile annusare l’aria, non la tempesta. L’assenza di Nein-mar non ha invece inciso alcunché: dubito che l’ossigenato avrebbe salvato 5 gol sulla linea.
Il Brasile va a casa (e finalmente) e non fa nessuna pena. Squadra mediocre allenata da uno suonato. L’errore strategico è stato sprecare tutte le energie all’inno. Ma si è sbagliata anche la formazione: Di Biasi e Cagnotto in campo che ci stavano a fare? E Luis Silvio Danuello?
Rimpiangeranno la traversa di Pinilla: avrebbero evitato l’umiliaçao. Rimpiangeranno il gol di Ghiggia: non li fece ammattire così tanto. Unica consolazione è il rilancio dei consumi: stanno vendendo bilioni di Kleenex.
Noi italiani possiamo ridere poco (beh dai, almeno un po’). Ma approfitterei del momento: ridateci Battisti.
Gli uomini tifosi dei gialli piangeranno per mesi, le donne a breve ritorneranno a parlare di parto. La tristezza lentamente se ne andrà. Ma lentamente davvero.

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Posted in: Calcio