Van Genius

Posted on 6 luglio 2014

0



Diavolo di un van Gaal. Avevo previsto tutto. Le fatiche supplementari dell’Argentina e Keylor Navas stupefacente anche ai rigori, nel sorpresone dei quarti. Sarebbe stato un 4 su 4, avreste dovuto chiamarmi Giucas. E invece, proprio contro di me che considero gli allenatori vagamente inutili, di sicuro mai decisivi per vincere ma solo per perdere, Aloysius Paulus Maria “Louis” van Gaal, ha fatto la magata: fuori Shaquille O’Neal e dentro un panchinaro che sa tirare i liberi.
Pazzesco. Storico. Mai visto prima (in realtà sì, un paio di volte, ma ai mondiali certo che no). “Louis” van Gaal è uomo di intelligenza superiore. Mentre Prandelli si è cagato in mano quando lo scavigliato Buffon è ritornato a disposizione, il Santone di Amsterdam ha viaggiato nel futuro. Un’altra volta ancora. Non una nuova versione dell’Arancia meccanica, ma un meccanico in porta, uno specialista, pure bulletto contro gli avversari terrorizzati dal dischetto, roba che se l’avessero fatto a Beunos Aires sarebbe partita la caccia a quegli antisportivi dei sudamericani di lingua ispanica.
Non bastava a “Louis”. Non ha messo in campo Stuy, Schrijvers, Jongbloed. No, ha infilato uno che si chiama Krul, mix diabolico tra Krol e botta di Culo: gli è andata benissimo. Perché questo è anche il mondiale dei portieri: hanno fatto mille parate folli, gente di periferia, non solo Neuer, perfino Romero, uno che alla Sampdoria pareva Garella con le gambe legate.
Per l’Olanda è la sliding door giusta rispetto a quando, nel 2000, Toldo fece il Navas e loro interpretarono sé stessi: mille occasioni, tanti pali. Giusto così. Robben è sin d’ora il migliore dei mondiali. Adesso, come da tradizione, hanno tutto il tempo per perdere e disperarsi.

Annunci
Posted in: Calcio