Re Davide Luigi

Posted on 5 luglio 2014

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Spero abbiate scommesso, bastava copiare due comodi pronostici sulla prima metà dei quarti. Germania-Francia era la più scontata, l’allenatore dei Bleu mi è troppo noto perché immaginassi esiti alternativi. I tedeschi sono semi-bolliti, ma avevano più centimetri e qualità per non controllare agevolmente la vicenda. Peccato per Benzema, califfo, non per Pogba, vacuo.
Di maggiore interesse psicologico Brasile-Colombia. A leggere la formazione cafetera – una banda di scappati di casa con un solo campione, Cuadrado, e un solo fuoriclasse, Rodríguez, fuo-ri-clas-se – non si capiva lo psicodramma delle genti di casa. E invece, pur vincendo, sono parsi realmente brutti quelli di giallo vestiti. Li hanno collocati in semifinale due difensori, il miglior Thiago Silva del mondiale e un Davide Luigi sensazionale per presenza ovunque, partita da 8,5. Il resto, sincera pena. Il dottor Socrates non avrebbe gradito. Hulk in zona Serginho tra i top-brocchi della loro storia, Fred alla Frederico Chaves Guedes, cioè sé stesso, cioé chi?, ma soprattutto il 10, una star dal trampolino con addosso il 10 di Pelè e Zico (accadono cose che voi umani).
L’arbitro ci ha messo del suo consentendo lo schema picchia-Rodríguez e così, aggiunta la garra del mediocampo e approfittato delle vaccate di Pekerman (Guarin???, Ibarbo???), il Brasile più debole della storia, vagamente all’italiana (cioè giocando come tanti Balotelli e Immobile), arriva all’incrocio previsto da tutti. La Germania, con i latini, va quasi sempre dall’analista. Ma stavolta no, dai. Ditegli che è il Brasile, non l’Italia.

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Posted in: Calcio