Segnali (o forse no)

Posted on 29 giugno 2014

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Da una parte un giocatorino ossigenato, dall’altra un campione enorme, ferito ma gigante. Non è stata Neymar contro Vidal, altrimenti i gialli sarebbero a casa (in autubus) e i biancorossoblu tra le migliori 8 del mondo. E’ stata, invece, una partita per le epoche perché ha avuto dentro di tutto: i gol, la tattica, la tecnica, un allenatore che fa scacco matto all’altro, l’altro che è costretto a mourinhizzarsi: fastidiosi i brasiliani, fighette cui Webb non ha dato minimo peso. Webb, il favoloso arbitro che dovrebbe essere sempre in campo, di meglio non ce n’è.
E poi c’è stato il palo di Pinilla, roba non troppo distante dal Palo di Rensenbrink,36 anni fa. E poi ci sono stati i rigori. Ne ha parati due il vecchietto, ne ha segnato uno, pesante, l’ossigenato, ne hanno sbagliati tre i piccoli eroi. Il loro Fuoriclasse li ha aveva lasciati soli dopo aver dato lezioni a tutti. Pure quando, signore, se n’è uscito dal campo.
Più in generale, i segnali sono stati chiari: poca Eupalla, tanto culo. Ma non credo siano stati segnali definitivi. Non dopo aver visto la Colombia.

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Posted in: Calcio