Gramellini, addio

Posted on 26 giugno 2014

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Gramellini, già noto, dovrebbe scrivere un buongiorno al mese. Se proprio non ce la possiamo fare ad allungare i tempi, eviti almeno di scrivere di calcio: non ci siamo.
Un giorno spunta questo: Hai un altro centravanti che ha segnato ventidue gol negli ultimi sei mesi ed è circonfuso di grazia celeste: corre come un satanasso dietro a qualsiasi cosa si muova e ogni palla che lo sfiora si trasforma in una carambola imprendibile.
Il giorno dopo questo: Persino il mio Immobile, che in Italia si era aggirato per le aree di rigore come un lupo mannaro, sembrava un barboncino al guinzaglio della difesa uruguagia.
Passasse un mese tra un satanasso e un barboncino, il lettore si dimenticherebbe la cazzata. Invece no, il buongiorno invade ogni giorno e dobbiamo sopportare che una vicenda serissima venga appiattita a politica: possiamo annunciare una riforma dopo l’altra, non farne nessuna, ma va bene lo stesso. Immobili, appunto.

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Posted in: Giornalismo