Forza Potsie

Posted on 23 febbraio 2014

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Ripartiamo (da domani, oggi c’è il derby) aggrappandoci alla speranza che l’orrido governo costruito sull’asse Coop-Cl-Grande Industria partorisca un topolino, uno solo.
Epperò i dubbi crescono. Il governo Letta era evidentemente la squadra titolare, ché questa pare quella delle riserve (ma non c’è una Champions da preparare). Ci hanno infilato pure la donna incinta di otto mesi: AGGHIACCIANTE (e lei ha pure accettato). Siamo alla fiction, forse sarebbe meglio auspicare un mezzo topolino, per non restarci poi troppo male.
Renzi è passato in un amen da Fonzie a Potsie, tutto previsto. Aspettative ridotte alla prima curva, e da solo: «Abbassare le tasse? Ci proveremo». Ha guardato le riserve negli occhi e ha capito che con una campanella avvelenata in mano si può fare poco: non c’è una personalità di spicco (non un nome, una personalità), non la società civile, non il merito. E, con conflitti di interesse disseminati ovunque (attenti al Lupi), tra funzionari di partiti e lobby c’è decisamente troppa gnocca (contro le statistiche non si va).
Dipenderà quindi tutto da Potsie, lecito dubitare che possa andare tutto bene. Ovviamente noi non crediamo nemmeno a un quarto di topolino. Delusi, questa settimana, pure da Debora Serracchiani che lancia l’allarme sui tagli al bilancio regionale «che ammonterebbero» fino 1,3 miliardi. Lo stesso allarme del centrodestra alla prima spending review del governo Monti: «Come faremo a garantire i servizi?», piagnucolarono i pidiel-forzisti preoccupati, al contrario, di non poter più coltivare come prima l’orticello elettorale. Visti gli sprechi giganti in cui le Regioni continuano a brillare, ben vengano altri risparmi. Primo o poi, il borsellino vuoto aguzzerà l’ingegno.

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Posted in: Politica