Diversamente Sochi

Posted on 6 febbraio 2014

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«A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque norma o iniziativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport così come fuori dallo sport», rassicura Enrico Letta. (da La Stampa.it)

Negli anni trenta, sotto Stalin, iniziò un periodo di repressione generale della sessualità (il “Termidoro sessuale”) e articoli contro l’omosessualità furono introdotti in tutti i codici penali delle Repubbliche sovietiche.Col decreto del 17 dicembre 1933 e con la legge del 7 marzo 1934, l’omosessualità divenne di nuovo un reato penale. Secondo l’articolo 121 del Codice penale della Repubblica Sovietica Russa, l’omosessualità (muzhelozhstvo) era punibile con la privazione della libertà per un periodo fino a 5 anni e, secondo l’articolo 121.2, nel caso di uso o minaccia d’uso di violenza fisica, o di sfruttamento della posizione dipendente della vittima, o di rapporti con minorenni, fino a 8 anni. (da Wiki).

«L’origine dell’omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all’omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole…Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l’omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l’omosessualismo punibile, con l’eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico». (da La Grande Encicolpedia Sovietica)

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