In questo post praticamente tutto (o il tenente Colombiano)

Posted on 24 gennaio 2014

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Cos’è la garra?
Il carattere, la voglia di fare, di riuscire.
Partiamo dalla Danieli, cos’hai scoperto?
Sono dei andicapati, tutti quanti.
Sei sicura? Statisticamente sicura?
Statisticamente no. Ma la maggior parte sono dei andicapati.
Perché?
Non hannno la preparazione adeguata per le analisi descrittive, per le regressioni lineari.
Ti stai laureando in?
Economia e commercio, Udine.
Uno esce col 100, però?
Se non ha tenacia, il suo 100 non vale niente. Si trovano persone che hanno 100, ma sono incapaci di reagire alle difficoltà aziendali, di lavorare in team.
E vanno alla Danieli?
La maggior parte.
Qual è la Danieli del tuo paese, la Colombia?
(Ride, dubito si stia laureando). Sono 14 anni che non vado in Colombia. Ma non siamo del terzo mondo, siamo gente preparatissima.
Tu dici garra, noi cazzimma. Perché non regali un po’ di garra a Buttrio?
Dovrebbero fare un corso di garra. Anche se pure là ci sono manager top.
Questione di statistica? O è una botta di culo?
Una botta di culo ci sta sempre, l’1% vincente su un milione.
Però la Danieli è vincente, cosa non torna del tuo ragionamento?
La Danieli ha un primato regionale e nazionale. E offre prodotti competitivi come prezzo e come qualità.
E quindi?
E quindi è merito degli operai, non dei top manager. Chi crea un buon prodotto sono gli operai, i soli da apprezzare.
Sei comunista?
Sì.
Comunista di che epoca?
Non vecchia. Sono per un comunismo in cui ci sia meritocrazia.
Come da D’Alema a Renzi?
Sì, anche se Renzi…
Renzi manda i suoi alla Danieli?
Renzi è un po’ così.
Un bamboccione?
Come tanti.
E i forconi?
Due linee: la prima, che mi piaceva, difendeva i diritti della popolazione. La seconda, quella in cui si sono aggregati i fascisti. Gli ultras. Forconi va bene, ma solo se vuoi difendere i diritti.
Perché sei qui?
Perché ci sono i miei genitori. Ma in Colombia ci torno.
Cuadrado è il vostro top manager?
Abbiamo una selezione pazzesca. Guarin, Cuadrado, quell’altro.
Muriel?
E quell’altro ancora. Falcao.
Faucoun. Ma si è appena spaccato.
Vi faremo fuori. Agli ottavi.
Statisticamente non hai chiaro il tabellone.
La Colombia ai mondiali riunisce il paese. La voglia di rinascere, di avere un’altra immagine rispetto al mondo. Lo sanno per primi i giocatori, che hanno vissuto il complesso di inferiorità del nostro popolo, il fatto di essere discriminati per essere conosciuti solo come narcotrafficanti.
E anche come statistici.
Sì, anche per quello. La statistica infatti riflette che siamo uno dei paesi a maggior rischio. Torniamo ai mondiali dopo Francia 1998.
Dimmi intanto la verità su Escobar.
Su Ehovar la berdad la sa qualunque colombiano.
Il tenente Colombiano?
Quella partita lì era comprata, come si fa in Italia.
Mettiti l’impermeabile e continua.
Quella partita doveva finire 0-1. E invece Ehovar ha fatto autogol ed è finita in pareggio. E sono state prese rappresaglie estreme. Questo fa capire il terzo mondo. Non certo per l’economia, che va a mille.
Eh?
Siamo influenzati dai top, anziché pensare con la nostra testa.
L’ambiente insomma. Di dove sei?
Cali. Leggi le “Vene aperte” di Galeano. Spiega tutto. Siamo un continente maltrattato e sfruttato, senza rivincita. Pensa ai presidenti. Tutti ammazzati. Per esempio Chavez.
Quanta garra aveva Chavez?
Da vendere. Rendere nazionale il petrolio, impedire agli Stati Uniti di sfruttare ancora il Sudamerica. Lo sai che siamo tra i maggiori produttori di frutta nel mondo? E sai cosa dobbiamo fare? Importare la frutta.
Anche le mele Golden?
Sai di chi è la Fruit Company, quella che ci fa pagare sovrapprezzo kiwi, mango e banane? Di George Bush padre.

Usa-Colombia finì 2-1. Sufficiente per dubitare di tutto il resto.

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