Discorso di fine danno

Posted on 29 dicembre 2013

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Discorso di fine anno anticipato di un paio di giorni perché tra 48 ore non ci ritroveremo con tasse più basse, il Porcellum ammazzato, gli ospedali riconvertiti, il direttore generale a capo della burocrazia Fvg. Tutte vicende annunciate e rinviate, secondo norma politica di ogni colore.
Cambia zero, dunque, moltiplicare queste righe il 29 anziché il 31. Il solito bilancino: il nostro è ancora meraviglioso – 50% perché siamo bravissimi, 50% perché la sorte ci è amica –, molto meno quello di chi fa danni pensando esclusivamente a sé stesso.
Che anno banale il 2013, come tutti quelli dispari, tanto più se elettorali: una noia mortale da quando non speriamo più, illusione da bambini, che Pannella possa andare in doppia cifra. Per qualche secondo abbiamo creduto in Renzi, ma erano i tempi della “Ruota della fortuna”, neanche Incocciati ebbe un declino più rapido.
Una delle poche perle è arrivata pochi giorni fa. La presidente del Friuli Venezia Giulia, per una banale storia di contributi pubblici a un maneggio che ospita il suo cavallo orbo Luciano (avesse aggiunto Moggi porteremmo fieno con tartufo ogni mattina), si è fatta sfuggire un legittimo «cazzo». Rara avis, abbiamo apprezzato.
«Nient’altro da segnalare», chiuderebbe un cronista da compitino di Novantesimo Minuto spedito in un campo della serie B. In realtà il 2013 è stato un anno da serie C: tentativi fallimentari di fare la storia, da Scelta civica ai forconi, da Forza Italia 2.0 alla favola dei quarantenni. Enrico Letta, il più quarantenne di tutti avendone 47, insiste nella fuffa: non potrà resistere a lungo.
Nulla di grave, sia chiaro. Troveremo un altro che fa melina, acclarata l’incapacità genetica degli italiani alle riforme impopolari (cioè le riforme). Per evitare guai si adegua anche il linguaggio: ospedali da riconvertire, spesa da razionalizzare, doppioni da cancellare. E intanto, di una Ater, ne rifanno cinque.
A rassicurare il popolo locale, ci sono anche certezze consolidate. Gianni Cuperlo esiste davvero. I leghisti si sono comprati una lavatrice e saranno sempre pulitissimi. Il Consiglio delle Autonomie non se lo caga nessuno ma si riunisce come fosse la prima volta. La terza corsia è in ritardo di cinque anni ma l’aumento del pedaggio non tarda mai. A capo delle società regionali non c’è un solo quarantenne: qui non crediamo alle favole. Nel rinnovato cda della partecipata X che deve gestire il “buco” della partecipata Y si è infilato un consigliere che è appena uscito dalla partecipata Y dopo esserne stato il presidente.
«Faccio un vento e gli cambio il clima», sentenziava l’inarrivabile Elio. Ecco, il rinnovamento dei quarantenni è più o meno così. Per fortuna il gabbianone sa volare. Nel 2013 ha pubblicato, con questo, 275 post, 22,916 periodico al mese, 0,75342465753 (la solita calcolatrice a 12 cifre) al giorno, il post delle 100 canzoni italiane ha sbancato la rete, in generale il blog è diventato meno bulimico, sentenze sempre, ordini più che suggerimenti, teorizzare la superiorità del grigio ma distinguere sempre benissimo Bene e Male, Bianco e Nero. Quest’anno niente pronostici, ne faremo così tanti in vista del Mundial. Amica sorte a tutti, aficionados. Per iniziare bene, il 5, c’è Juve-Roma.

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Posted in: Volare