Kobe gioca con noi

Posted on 13 ottobre 2013

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Complimenti (e grazie) ai ragazzi Gianna e Carlo che, in forma da playoff, ne hanno messi 50 (questo, in qualche modo, è un post anche di basket).

Da qualche tempo coltivo l’arte del massaggio (passivo, il massaggiato sono io) e ne diffondo il verbo agli amici (alcuni sono diventati discepoli). Assaporando al buffet quel meraviglioso hamburgerino di Kobe abbinato a un sorprendente gelato di senape, non ho potuto non cogliere la diversità della razza di Tajima dal manzo comune: complimenti al massaggiatore personale che ha favorito quel capolavoro. Complimenti, sia chiaro, anche alla vacca.
Ingresso mai così trionfale Là di Moret, locanda dove sono entrato così tante volte che è diventata abitudine e non poesia. Errore omerico di fronte a una ricerca gastronomica che sfiora oggi l’innovazione, crescita imperiosa pur partendo dalla vetta. La grandezza dei grandissimi è non fermarsi mai.
In un evento da 50, con Kobe protagonista assoluto, non sono mancate giocate di classe. Il riso acquerello (ah, il made in Italy) ai profumi di bosco (funghi, una castagna, due mirtilloni, mancava solo un po’ di pioggia); i tortelli d’anatra con speck, frico e burro al sesamo; il petto di faraona alle erbe su purè di patate al prezzemolo; un sorprendente minestrone di frutta e verdura (freddo) con gelato allo yogurt.
Cucina dai sapori marcati, nulla che possa sfuggire per carenza di personalità. Servizio privo di una sola pecca anche per il perfezionista. Prezzo adeguatissimo: un euro per anno. Altri 50, Kobe, altri 50.

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Posted in: Locande