Clap clap-son

Posted on 28 settembre 2013

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Baciati dalla grazia della più calda serata triestina di ogni tempo, i Clacson hanno stupito all’Ausonia, spazio per palati vintage.
Come a Pagnacco, più di Pagnacco. L’incanto del mare ha fatto la differenza? Non solo. Gruppo ormai maturo, direbbe Fegiz, così maturo che i Rolling Stones (di oggi) sembrano ragazzini.
Il nostro amico giornalista (non Fegiz), palesemente dopato, si era legato attorno alla testa un incomprensibile nastrino. Laura Battel – sorrisone e voce che spacca – non aveva invece bisogno di orpelli per dominare. Spettacolare la versione di With or without you, storico capolavoro dei Clacson del secolo scorso spesso coverizzata dagli U2. Un giorno Laura ci dovrà spiegare perché, delirando per Peter Gabriel, canta pezzi di Antonini.
Si sono rivisti Margherita e Pietro, come due anni fa. E hanno suonato e cantato per voi anche William, Marco, Fabio, Federico, Laura (Feruglio), con Marco Maria Tosolini gigante anche nel look.
Accanto ai pezzi leggenda della band (Fibrillazione, Quante volte, Coriandoli, Ormai, A me non va, la pippesca A Positivo, chiusura con Ragazzaccio), si sono ascoltati gli inediti Le armi dell’età, Mani vuote (zuccheresca) e lo show della serata: una coproduzione del gabbianone, La nostra canzone.
Divertìti (tutti) tantissimo. Nemmeno stavolta il pogo, ma le birre, a Trieste, quante birre. Più birre che note. Ma che note bellissime.

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Posted in: Musica