Giornalismo locale

Posted on 10 luglio 2013

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Becero titolo acchiappa-lettori.

Lavoravi a Trieste Sport, e ce lo racconti sostanzialmente ogni volta che ci vediamo. Che anni erano?
1986, 1987.
Guerre puniche. Quindi?
In redazione Giampaolo Mauro, Marco Luchetta, Giovanni Marzini. E come collaboratori Cristiano Degano e Walter Spreafico.
E tu. Che ci facevi?
(Beve un Sauternes del 1997, finge di non sentire).
Luchetta?
Un grandissimo giornalista. Persona anche molto seria, non arrogante, non presuntuoso. Livello altissimo, professionalmente e umanamente. Lo vidi ai giardinetti, poco prima di Mostar.
Che ti disse?
Aveva accompagnato il figlio piccolo. Mi spiegò: «La Rai è messa male, ma ancora non seguo il campionato Pulcini».
Witz triestino?
Sì. Quello che non tutti i friulani hanno.
Altrimenti sarebbero triestini, pensa il casino. Marzini è in pensione, lo sai?
Allora stava spiccando il volo. Altro bravo giornalista. Rapidissimo, molto capace.
Prima di farti la domanda, ti ricordo che è stato il massimo radiocronista cestistico Fvg prima del terzo millennio. Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “due punti”, ti spiegherò. Mauro?
Il più bravo di tutti.
Perché?
Perché sa fare tutto. Guardandolo in tivvù non ci si rende conto, ma ha una capacità di sintesi, di scrittura eccezionale.
Ma è vero che non sei giornalista, se non sai scrivere di sport?
Secondo me sì.
Non basterà scrivere “spalti gremiti”, immagino. I giornalisti triestini hanno qualcosa in più dei friulani?
Boh. I friulani li ho conosciuti negli ultimi 15 anni, ci sono ottimi giornalisti ma non li ho visti nella loro fase di formazione.
Diplomatico. Pecile lo conosci?
Bravissimo.
Sei noioso. Pecile è il più bravo di tutti. C’è qualcosa di mitteleuropeo nel giornalismo triestino? (Domanda del cazzo, cosa vuole dire? Il Sauternes sta finendo).
C’è forse un senso dell’ironia più forte (Incredibile, ha risposto).
Perché scrivi così pochi fondi ultimamente?
Ho poco tempo da dedicare alla scrittura. Cercherò di recuperare.

Francesco Antonini è un grandissimo giornalista diventato burocrate. Dominato in una scommessa sull’unica cosa semi-seria di questo paese, il campionato di calcio, mi ha offerto la cena al Vitello d’Oro.
Auguri gabbiano, oggi sono 19.

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