Vicolo corto

Posted on 8 maggio 2013

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Il mio amico Simone Bressan, politologo insigne, scrive un pezzo condivisibilissimo in linea teorica. Ma la pratica dice altro. Prima di questo pezzo, ci sono 15 anni di disastri. Non possiamo non tenerne conto.
In politica 15 anni sono un’era geologica. Il centrodestra è riuscito a perdere contro un Cecotti leghista, un Cecotti anomalo, un Honsell professore littizzettato al massimo della notorietà e un Honsell ai minimi termini, sottile e criticato. Non a caso il primo Honsell è stato votato da 1 ogni 3,2 elettori potenziali (comunque poco), il secondo da 1 ogni 3,8 (pochissimi, nel 2003 Cecotti conquistò 1 elettore su 2,7 e aveva sette avversari…).
Ora, tu sei il centrodestra, e cioè sei moderato, e quindi hai la maggioranza del dna, ma non riesci a convincere 1,1 elettori su 3,8. Che cosa fai il giorno dopo che ti accorgi di averne portati dalla tua parte 1 ogni 4,6? Prendi e vai a casa.
L’abbiamo scritto e lo riscriveremo: la politica non è un gioco. Non è il Monopoli. Se ti inchiodano a Vicolo Corto, pazienza, ci riproverai la sera dopo. Ma se sei favorito per genetica e invece perdi e perdi e perdi, PRENDI E VAI A CASA. Invece, pare, il coordinatore comunale del Pdl volerà in giunta a Palazzo Belgrado.
Questa non può essere politica perché sostanzialmente non è vita. Nella vita se sbagli, e perdi, cambi mestiere. Non è mica grave, non si tratta di togliere il pane alle persone.
Il centrodestra perde a Udine per un semplice motivo: non studia. Ha cinque anni di tempo per farlo, ma non lo fa. Marina. Dribbla. Rinvia. L’ultima vicenda è imbarazzante: Adriano Ioan (persona degnissima, ma ha perso con un avversario capace di dire che chi non ha votato ha esercitato il silenzio-assenso, siamo alla barzelletta) è uscito polemico dal Pdl; eppure il Pdl, in assenza di alternative, l’ha poi appoggiato. Je sò pazzo, direbbe Pino Daniele.
Il candidato del centrodestra a Udine arriva sempre all’ultimo momento. C’è perché non se ne può fare a meno. Se ne potesse fare a meno, nemmeno ci sarebbe. Certo, con Cecotti puoi perdere (non come nel 2003, comunque). Ma con l’ultimo Honsell, ben poco motivato, non puoi perdere e commentare: «Eh, ma era troppo forte». No, non è vero. Non stavolta.
Riassunto. Il centrodestra a Udine non vincerà mai. Perché adesso progetta un futuro con Ioan ma non lo coltiverà. Non costruirà il candidato per cinque anni. Lo pescherà in extremis. Il suo vero problema non è Pisus, ma Pisolo.

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Posted in: Udine