Partito delle liste

Posted on 20 gennaio 2013

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Se un partito è morto non è che ti puoi aspettare chissà che numeri. Però, quando il videogioco ti regala una vita supplementare, potresti giocartela almeno con un po’ di dignità.
Il Pdl, povero diavolo. Anziché inventarsi un metodo democratico per comporre le liste – quanto sarebbe stata apprezzata la tombola -, decide ennesima volta di far valere amicizie, soldi, soldi, amicizie, patti della peggior politica.
Nel partito che dovrebbe essere del merito, il merito questo sconosciuto. Di fronte all’oscena vicenda di un coordinamento regionale – accade in Friuli Venezia Giulia – che prende delle decisioni e se le vede strappare da dirigenti che hanno dimezzato il consenso del partito ma restano saldamente ancorati alla sedia, ci sarebbe una sola risposta: DIMISSIONI.
Condividessero la ricostruzione della lista del territorio e dicessero al Cavaliere che si fa così o niente, vincerebbero le regionali a mani basse. Ma cosa saranno mai le regionali rispetto a una comoda poltrona a Roma per quattro-cinque nobili professionisti della politica e per una ex sciatrice con l’ematocrito alto?

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Posted in: Politica