Nessuno

Posted on 15 novembre 2012

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Mi hanno chiesto all’aperitivo: «Ma S.B. perché sta ancora nel Pdl?». No, il Cav non c’entra. S.B. è Simone Bressan e ne parlo bene perché lo merita. Lui tifa per Angelino Alfano, per Mitt Romney, per il Liverpool. Non ne azzecca una, ma lo sa in partenza (per gli States, quale mai politico italiano fa corsi di aggiornamento di quel livello?).
E’ solo questione di idee. Lui tifa per le idee. Come se il gabbianone non fosse rimasto pancia a terra anche per Marino Magrin, Roberto Galia e Marco Motta solo perché si perdeva.
Le idee sono tutto. Come la passione. Come l’intelligenza (che non è una categoria, ma serve). Simone Bressan ha idee giuste. Non fosse Pagliaccionia, Simone Bressan guiderebbe Udine alla conquista del Comune (con il sindaco entrante o con chi altri) e invece fa insensatamente il vice. In provincia (come se la provincia contasse qualcosa). Il vice di chi? Premessa per introdurre il Doc, che scrive il post
NESSUNO
La lettura di un inutile sms mandato al gabbianone dallo pseudo-potente di turno che si lamenta pateticamente per un presunto maltrattamento mediatico mi convince ancora di più sulla mediocrità di una classe politica che non si rende conto di essere completamente dissociata dalla realtà. Il fatto è che questi signori non si rendono conto di una semplice ma fondamentale verità: tutti loro (concetto piuttosto qualunquista, me ne rendo conto, ma sostanzialmente vero) sono nessuno. Nessuno. Perché alla fine la politica la fanno i falliti, quelli che non hanno nulla di meglio da fare, i trombati dalla vita reale. Perché se sei un chirurgo di successo, uno che sta in sala operatoria dalla mattina alla sera, o un professionista di grido, con i suoi impegni e i suoi clienti, o un professore universitario che fa seriamente (ok, lo so, sono pochi… ma qualcuno c’è) didattica e ricerca, non vai a perdere tempo con le minuzie, i bizantinismi, le polemiche da “Processo di Biscardi”, i minuetti sulla poltrona della vicepresidenza della commissione d’indagine sull’impatto della globalizzazione nell’economia dell’ultima valle della Carnia. E me lo conferma la lapidaria battuta, davanti a un eccellente prosecco, del candidato sindaco, che ammette candidamente che il suo lavoro è infinitamente più soddisfacente (nonché remunerativo) di una carica il cui unico scopo è decidere a che ora chiudere il bar del centro o dove mettere l’ennesima rotatoria. Però, alla fine, la cosa più triste è che questi nostrani mediocri, tra una votazione sui rimborsi del pedaggio autostradale tra Maniago e Trieste e la comparsata alla fiera del Montasio mezzano, non hanno neppure il coraggio di essere spudorati fino in fondo, come un Fiorito qualunque, e di mettersi una bella maschera da porco a un festino soft-core. Almeno per farci ridere e prendere in giro, dopo una giornata di duro lavoro (il nostro).

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Posted in: Politica