Poliduepalle

Posted on 23 luglio 2012

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Trovo Vinicio Capossela, recentemente a Tarvisio, insopportabile (cit. Fulvio Abbate). Non può essere altro che vero se, prima di me, lo ha detto l’insigne filosofo. Vinicio (non Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes, nemmeno Luis), mostrandosi molto più di indole tedesca che non irpina, si è costruito abilmente il classico totem caro alla sinistra: intoccabile a prescindere. Anche quando vanno commentate canzoni inascoltabili.
Nel tempo, persa l’iniziale freschezza, il nativo di Hannover non ha fatto altro che produrre pezzi inutilmente complessi e con testi incomprensibili (questione di timbro vocale, non sono tutti Paolo Conte, a leggerli non sono neppure male). Quando “inconfondibile stile” ti fa esclamare: e per fortuna. Sul tubo si clikkerebbe pollice verso.

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Posted in: Musica