Standing review (cit.)

Posted on 7 luglio 2012

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Nel meraviglioso refuso via comunicato stampa di un consigliere regionale Fvg c’è la verità: standing ovation per la spending review. Ogni volta che Roma minaccia tagli alla Regione Fvg, si alzano altolà: «Guai a te se mi tocchi. Abbiamo già dato». Vero, ma non è stata virtù.
La giunta Tondo qualcosa ha tagliato: dirigenti, dipendenti pubblici, cda. Ma non di sua iniziativa: ha solo recepito norme statali (Brunetta e Tremonti prima di Monti). Gli altolà di questi giorni riguardano il tribunale di Tolmezzo, le Province, le società partecipate a maggioranza pubblica, scopro oggi pure i buoni pasto (7 euro il tetto imposto dalla spending review contro i 7,70 in regione, infilati in busta paga nella versione 11,70 lordi, diritto acquisito e incassato dunque anche se un giorno hai il cagotto e ti bevi una limonata).
Bene sarebbe che, per una volta, la Regione Fvg non solo applicasse le imposizioni romane ma ci aggiungesse pure del suo. E invece, al solito, si continuerà a protestare. «Sì ma in Sicilia non danno un euro a Roma, non possono sempre massacrare solo noi». Osservazione corretta ma non può essere un alibi.
La Regione Fvg continua a difendere la sua autonomia sugli enti locali e ad annunciare la loro riforma: annuncio lungo ormai 4 anni, stop basta così, non ci crediamo più. Crediamo invece, perché le abbiamo viste, alle scelte di comodo. Anche in questa tornata legislativa si è abbassata la testa davanti ai sindacati firmando il solito ritocco del comparto unico, un’autentica sciagura ormai ultradecennale.
Finalmente, pare, siamo all’attacco del moloch pubblico. Certo, dimezzare le Province è una virgola nella Divina Commedia. E l’attacco in generale è sghembo, caotico, impreciso. Il federalismo è un’altra cosa ma il montismo ce lo meritiamo. E’ un passaggio inevitabile. Anche nel “virtuoso” Fvg. Capace di non tagliare il punto nascita di Gorizia dove negli ultimi 7 anni la media è stata di un parto al giorno.

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Posted in: Politica