Campionissimi

Posted on 27 giugno 2012

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Letto con colpevole ritardo (colpa non mia ma del ciclismo che non appassiona più) “Campionissimi” del prode Crosetti, stupenda pagina sulle due ruote che furono, ieri e 100 anni fa, descrizione senza retorica alcuna con il solito ineguagliabile stile del Fenomeno di Repubblica (cambiasse giornale, gli chiederemmo la mano).
Si tratta di un romanzo popolare costruito su 30 giorni speciali di 30 ciclisti da leggenda. «Trenta storie, nel soffio del gruppo che passa: un istante ed è tutto finito. Ma i corridori sono sempre vivi, anche quando diventano piccoli all’orizzonte. Anche adesso, in questo presente malato di doping e sospetti, il loro è un gesto antico. Sono come fratelli e la gente li ama, aspettandoli dietro la curva della strada e del tempo», si legge nel retro di un libro da gustare indipendentemente dalla passione (che non c’è più) per questa disciplina. Si parte da Maurice Garin, 2 luglio 1903, si finisce con Marco Pantani, 27 luglio 1998. C’è spesso luglio, che è il mese del gabbianone ma anche del Tour.
Storia sociale oltre che sportiva, scritta meravigliosamente perché parliamo, non a caso, del Fenomeno. Spettacolare il giorno di Bartali, raccontato non nella figura di “ginettaccio” ma del vecchio campione al seguito del Giro 1987. Istruttivo l’episodio del patto segreto, ma poi infranto, Coppi-Koblet. E che bello vedere convivere la prepotenza della salita e il terrore della discesa nello stesso ciclista. Eroismo e tragedia.

Perché il ciclismo è magnifico e spietato, gonfio di sogni e improvvisi risvegli. Mostra la bellezza del dolore su una bicicletta dove tutti, da bambini, siamo stati felici. Forse, questo è un libro sul tempo che passa, e sulla nostalgia.

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Posted in: Libri e film