Nuovo nome: Pipì

Posted on 21 aprile 2012

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«Faremo un nuovo partito», dice Angelino Alfano con la leggerezza del «prendo la Polo al posto della Punto». E’ la moda della settimana: cambiare nome al partito senza ovviamente cambiare alcunché dei contenuti. Sempre gli stessi: bla bla e bla bla e saremo moderati e bravi e belli, più moderati e bravi e belli dell’altra volta che vi abbiamo detto che ci chiamavamo cacca, dopo esserci chiamati per un po’ vomito, e invece adesso ci chiameremo pipì.
La certificazione della sconfitta e del fallimento è cambiare nome a un partito nato ieri: mi prendi per il culo? La pipì è meglio della cacca? Continui a ripetermi le stesse identiche cose e io dovrei crederti migliore solo perché cambi nome e lo annunci un attimo prima di prendere una legnata con ancora addosso la casacca di cacca?
Quando la diccì fu spazzata via, ma proprio si disgregò, fu perfino ovvio cambiarle il nome. Ma stavolta si butta il bambino che ha appena iniziato a parlare. Poche settimane fa si dipingevano i futuri radiosi del Pdl, l’ennesima presa per il culo, precongressuale (hanno fatto i congressi e un mese dopo: «Scusate li rifaremo perché ora siamo diventati pipì»). Tra quindici giorni, sommersi dal non voto, dovrebbero ammettere: «Abbiamo sbagliato mestiere, arriverci e grazie, il Pdl lo consegniamo ad altri ma si va avanti perché ci crediamo, del resto sono tre anni che vi diciamo che ci crediamo». E invece no, rimarranno in piedi come nulla fosse. Però col nuovo nome, hai capito? Solo che Alfano resterà Alfano, Cicchitto Cicchitto, Casini Casini, Gasparri Gasparri, eccetera eccetera. Sì, ma si autofinanziano (ah, ok: mi riprendi per il culo?). E useranno massicciamente Internet e i social network. E alla prossima sconfitta si chiameranno rutto.

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Posted in: Politica