Come sono vivace come uno che tace

Posted on 11 giugno 2011

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Il 7 ottobre 1988 esce L’apparenza. Siamo al secondo capitolo ma è come non ci fosse stato il primo, Don Giovanni, perché l’impatto ha la stessa violenza. L’avvicinarsi-allontanarsi tra la musica e i testi (Panella, non diamo nulla per scontato) è feroce: si inseguono, intrecciano, incrociano, benessere.
Non c’è nulla di già sentito prima. Non c’è un inizio né una fine. La canzone tradizionale è dissolta ma non affiora un solo rimpianto. Anzi, forse uno: il troppo tempo perso a scrivere delizie da falò.
Scoprire solo dopo che, per la prima volta, la musica si incastra su un testo scritto prima aiuta a cogliere meglio il genio inarrivabile della coppia. Se in Don Giovanni c’era qualche strizzatina d’occhio al mercato, qui siamo in cima all’Everest. Soli. Senza ricercare inutilmente un significato nascosto “sotto” la parola. Perché è già tutto “dentro” la sua apparenza.

Lato A
A portata di mano
Specchi opposti
Allontanando
L’apparenza

Lato B
Per altri motivi
Per nome
Dalle prime battute
Lo scenario

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Posted in: Lucio Battisti