Esigenze primarie (v.m. 18 anni)

Posted on 4 giugno 2011

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La crisi del centrodestra è evidenziata da una gigantesca contraddizione. Bastonato alle amministrative da Pisapia (non Obama), dopo anni di candidature dall’alto o dal basso (della politica, non dei cittadini) si sveglia e grida, anziché «mamma», «primarieee». Una follia, l’appello alle primarie, in assenza di un’analoga passione per le quote rosa.
Le primarie senza le quote rosa sono infatti un autogol che nemmeno Niccolai. All’uomo le primarie danno l’orticaria, la donna se le gode molto di più, vorrebbero non finissero mai. Dice: ma non è vero, se a un uomo fai un pompino (si può scrivere pompino sul gabbianone?), vedi che trionfo di primarie. Ribatto: un uomo non considera un pompino come primarie; un pompino è primo turno, ballottaggio e cinque anni di mandato tutto assieme.
E allora? E allora, se il centrodestra vuole le primarie, deve pensare a un corrispondente incremento della presenza femminile. Perché quello è il binomio perfetto: primarie e donne. La Moratti, con le primarie, sarebbe sembrata Pippa Middleton. Un uomo invece, con le primarie, si annoia, non è il suo terreno. Basta guardare De Magistris a Napoli, che ha costruito sulle macerie delle primarie del Pd il suo mirabolante successo. Confermando, altro insegnamento post-amministrative, che in Italia il centro-boa ha sempre il suo fascino.

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Posted in: Politica